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STORIE DAL PALAZZO DELLE MUSE Vedi a schermo intero

STORIE DAL PALAZZO DELLE MUSE

di Andrea Boccardo

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10,00 €

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Il Palazzo delle Muse di Viareggio sembra che si chiami così perché il denaro che è stato speso per costruirlo sia stato ricavato dalle donazioni di artisti come architetti, scultori, pittori, musicanti, poeti lirici, scrittori.

Nato inizialmente come ricovero permanente per i malati di tubercolosi, soprattutto bambini, nel 1938 fu acquistato dal comune e adibito a scuola, con alcuni locali riservati alla Biblioteca. Oggi ospita, oltre agli uffici della Fondazione Carnevale, la Biblioteca cittadina e il Centro Documentario Storico, senza dimenticare il ricco Museo di Arte Contemporanea. In questo volume, tuttavia, lo storico Palazzo viareggino assume la forma di un contenitore di sogni atto a trattenere svariati generi di emozioni, passeggiando non solo tra le vicende del palazzo che Andrea Boccardo ha tratto dalla sua fantasia, ma anche tra la storia personale che ognuno di noi ha vissuto in uno spaccato esistenziale.

Lo stile di Boccardo è semplice ma efficace, diretto nel portare i concetti al giusto domicilio, spaziando dal fantasy alla fantascienza ma sapendo anche toccare i tasti di un breve romanzo rosa visto egregiamente dal punto di vista femminile, quello di una ragazza disillusa dal mal d’amore che cerca a Parigi una nuova felicità.

L’autore ha saputo creare personaggi geniali e un po’ strampalati, capaci di invogliare il lettore che viene affascinato da una sincerità d’intenti e da dialoghi a tratti comici, a tratti densi di vita vissuta. Grazie allo scavo che fa sulle psicologie di Wagner e Picasso il lettore riesce a penetrare nei complessi meandri della loro psiche, proiettandoci in tempi passati che vengono resi vivi da pagine di intenso lirismo.

Proprio la flessibilità dello stile fa dell’autore viareggino un mirabile coniugatore di lacrime e sorrisi, alternando l’empatia che proviamo per l’amore sconsiderato di Wagner per la musica e per la moglie all’antipatia verso un Picasso presuntuoso ed egocentrico.
Nei sei racconti si riscontrano tratti letterari calviniani, benniani e soprattutto borgesiani, soprattutto in quella formidabile macchina filosofica vestita di giallo che è Lother, un racconto dove il tempo, lo spazio e la materia si dilatano a creare una trama inquietante con un finale colmo di angoscia.

Boccardo sa quindi portarci in un’astronave del tempo che va avanti e indietro a piacimento, accompagnandoci in un viaggio verso epoche e storie fortemente dissimili tra loro benché collegate, e si capisce strada facendo, da una sorta di deja-vu a cui il lettore non può sottrarsi poiché cucito benissimo nella trama di ogni storia, al punto di arrivare in fondo e credere di essere stato protagonista lui stesso del turbinare di parole scritte dall’autore.

Un libro consigliato a tutti, frutto della fervida mente di un ragazzo di venticinque anni ma che scrive come chi ha vissuto almeno tre vite: pulito nel linguaggio e nella punteggiatura, portatore insieme di concetti alti e di sottili verità quotidiane, con un omaggio finale toccante in cui Boccardo si inginocchia con rispetto al grandissimo Mario Tobino, medico, poeta e scrittore viareggino, dedicandogli una piccola ode che tocca il cuore.

  • Pagine 124

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